Il colmo di tutto ciò sta nel fatto che un tempo il calcio era il gioco della classe lavoratrice. Quello che invece è del tutto chiaro è che è stata ed è una «opportunità» solo per gli appetiti del capitale globale e nazionale nonché per le classi governanti del Sud Africa. Negli ultimi 5 anni le classi povere hanno espresso la loro rabbia ed il loro disappunto nei confronti del colossale fallimento del progetto del governo nell’affrontare la grande disuguaglianza sociale e nel soddisfare la richiesta di servizi sociali fondamentali e di piani per l’edilizia popolare. Solo a Johannesburg, oltre 15.000 senza casa e bambini di strada sono stati rastrellati e messi in ricoveri, a Cape Town il Comune ha sgomberato migliaia di persone dalle aree povere e dai campi di squatter all’interno del progetto della vanità dei mondiali. Chi pensava di rimediare qualcosa dalle vendite durante i Mondiali, è stato messo fuori dal gioco.
Nella finale di Pasadena gli Azzurri pareggiarono senza reti contro il Brasile, ma persero nuovamente ai rigori, nella prima finale di un mondiale decisa dai tiri dal dischetto. A Soweto, le strade sono state abbellite lungo i percorsi che saranno frequentati dai turisti e dagli esponenti della FIFA, mentre le strutture sportive delle scuole sono a pezzi, con le finestre in frantumi e gli edifici fatiscenti. Gli stadi e le aree intorno agli stadi, a gestione FIFA per la durata del torneo (zone totalmente esentasse create dalla FIFA, controllate e monitorate fuori da ogni controllo fiscale previsto dalla legislazione nazionale), e tutte le strade da e per gli stadi sono stati vietati a chiunque non venda prodotti che non abbiano il marchio FIFA, compresi i campi squatter lungo le strade per l’aereoporto. LA FIFA, quale unico proprietario del marchio dei Mondiali e dei suoi prodotti derivati, dispone di un esercito di circa 100 avvocati che setacciano il paese alla ricerca di venditori non autorizzati. Questi prodotti vengono sequestrati ed i venditori vengono arrestati, nonostante il fatto che in Sud Africa ed in tutto il continente sia diffusissimo il mercato del commercio del falso, dato che solo pochissimi possono spendere 400 rand per una maglietta dei mondiali.
Il Sud Africa ha un disperato bisogno di grandi infrastrutture pubbliche, specialmente nel settore dei trasporti pubblici, che in alcune città, come Johannesburg, è quasi del tutto assente. 100 rand. Lo stesso schema si ripete altrove: la compagnia degli aereoporti del Sud Africa (ACSA) ha speso oltre 16 miliardi di rand per migliorare gli aereoporti, la South African National Road Agency Ltd (SANRAL) ha speso oltre 23 miliardi di rand per una nuova rete stradale a pedaggio – per la quale prenderà presto misure di recupero dei costi con nessun beneficio però per i poveri del Sud Africa. Nel 1921 salì alla presidenza della FIFA un altro francese, Jules Rimet, che diede l’impulso decisivo all’idea di un Campionato di calcio autonomo pur scontrandosi a lungo con il Comitato olimpico internazionale, calcio2025 maglie restio a privarsi della disciplina che gli garantiva il maggior seguito e i più ricchi incassi. Al termine del conflitto, nel dopoguerra il Perugia venne ricostituito da Giorgio Bottelli e la squadra, nelle cui file erano presenti anche militari inglesi degli eserciti alleati che avevano occupato l’Umbria, giocò sfide in ambito regionale col Magione, il Gubbio e il Foligno. Dopo un’anonima stagione fra i cadetti, nel 1984 la società è rilevata dall’imprenditore edile Fausto Moi, ma i risultati sportivi sono deludenti: nel 1984-1985 la compagine, dopo un inizio disastroso, retrocede in Serie C1 salvo poi salvarsi a causa del declassamento all’ultimo posto del Padova per illecito sportivo; nel 1985-1986 il parco giocatori è profondamente rinnovato allo scopo di tentare il ritorno in Serie A, tuttavia la stagione è ancora deludente, con la squadra che riesce a salvarsi solo all’ultima giornata; nel 1986-1987, infine, dopo essere riuscita a iscriversi in extremis, la società viene penalizzata di 5 punti per il suo coinvolgimento nel Totonero-bis, un handicap che i sardi non riescono a colmare, finendo col retrocedere in C1.
Tuttavia i movimenti sociali di Johannesburg tra cui il Forum Anti-Privatizzazioni e parecchi altri non hanno smesso di mobilitarsi e sono riusciti ad ottenere l’autorizzazione per un corteo di protesta nel giorno di apertura dei Mondiali, con l’aiuto dell’Istituto per la Libertà d’Espressione. Social Forum di Durban). Nonostante l’abbigliamento, con l’interno del piede destro controlla un pallone, la gamba e il busto formano una sola linea assai inclinata, tutto il peso sull’altra gamba flessa e ben piantata a terra. La scelta cromatica è decisa, con l’arancione che copre tutto il kit, con la sola eccezione del colletto, dello swoosh e dei numeri, colorati di bianco. Sebbene sia evidente che la Costituzione sudafricana, spesso osannata per essere «progressista», è ben lontana dal garantire quella libertà e quell’uguaglianza di cui si bea il governo, questa nuova forma di repressione è del tutto in contraddizione con il diritto costituzionale alla libertà di espressione e di manifestazione. Il ZACF condanna fortemente l’audacia e l’ipocrisia del governo sud-africano nel presentare questa occasione come una opportunità «irripetibile» per il miglioramento delle condizioni economiche e sociali degli abitanti del Sud Africa (e di tutto il continente). L’anno successivo decisero di stampare in proprio le figurine ideando anche un album per la loro raccolta.