Maglia storica triestina calcio

Presidente della Società Sportiva Calcio Bari è nominato Luigi De Laurentiis. Chi passa al bar a dire la società non la vendiamo? Cominciava in quei giorni il dibattito per la costituzione di una Superprocura e su chi porvi a capo, nel frattempo Falcone fu chiamato a Roma per assumere il comando della direzione affari penali e da lì premeva per l’istituzione della Superprocura. Per ragioni di sicurezza, nell’estate 1985 Falcone e Borsellino furono trasferiti insieme con le loro famiglie nella foresteria del carcere dell’Asinara per scrivere l’ordinanza-sentenza di 8 000 pagine che rinviava a giudizio 475 indagati in base alle indagini del pool. Le partite si disputano alle ore e nei luoghi più strani (alcune finali avvengono a migliaia di chilometri dalle sedi delle squadre interessate), i costi sono tanti elevati che la stagione viene allungata a dodici mesi l’anno, con grave pregiudizio per la salute degli atleti, soggetti ad infortuni sempre più numerosi e seri, anche in considerazione del ritmo crescente impresso ad uno sport che ha bisogno anche di pause e fasi di lentezza.

Nel 1987, mentre il maxiprocesso di Palermo si avviava alla sua conclusione, Antonino Caponnetto lasciò il pool per motivi di salute e tutti (Borsellino compreso) si attendevano che al suo posto fosse nominato Falcone, ma il Consiglio superiore della magistratura non la vide alla stessa maniera e il 19 gennaio 1988 nominò Antonino Meli; sorse il timore che il pool stesse per essere sciolto. Frears evita l’effetto caricatura in cui spesso si cade quando i protagonisti reali sono troppo vicino a noi (esempio tristemente noto il film italiano sul caso Calvi con gli interpreti di Craxi ed Andreotti grotteschi e fuori luogo), scegliendo attori poco vicini nelle sembianze ai loro originali, così il regista prova a entrare nel loro intimo cercando di rendere il più possibile l’umanità di questi personaggi pubblici. Non si tratta in questo caso di una maglia associata a vittorie ma, è innegabile, resta una divisa entrata nella storia e di un perfetto esempio di valorizzazione della cultura popolare di un Paese. In seguito a due puntate della trasmissione Rai di Corrado Augias Telefono giallo trasmesso su Rai 3, durante il suo periodo a Marsala si occupò anche del caso della strage di Ustica, e del caso del triplice rapimento e omicidio di tre bambine avvenuto nel 1971 a Marsala, noto con il nome di Mostro di Marsala, che riapri nel 1989, casi trattati tutte e due dalla trasmissione del giornalista Augias.

Al sedicesimo scrutinio (avvenuto dopo la strage di Capaci) fu eletto Oscar Luigi Scalfaro. Nel settembre 1991, Cosa nostra aveva già abbozzato progetti per l’uccisione di Borsellino. Sarà che nel calcio contano i trofei, sarà che la storia del pallone l’hanno sempre fatta i fenomeni, meglio ancora se vincenti, sarà che la memoria è selettiva e preferisce le cose belle a quelle brutte. La stagione 1999/00 vide i biancocelesti laurearsi per la seconda volta nella loro storia Campioni d’Italia e vincere la terza Coppa Italia, contro L’Inter, centrando il Double (vittoria in Campionato e Coppa nazionale). La sua storia ci insegna che con perseveranza e dedizione qualsiasi sogno può diventare realtà. Tuttavia Calcara verrà successivamente smentito dai collaboratori di giustizia Giovanni Brusca e Antonio Patti, i quali affermeranno che l’attentato a Borsellino venne in realtà affidato a Vito Mazzara, «capo famiglia» di Valderice e abile tiratore, ma non se ne fece più nulla perché il progetto incontrò l’opposizione dei boss mafiosi di Marsala Vincenzo D’Amico e Francesco Craparotta, maglie da calcio poco prezzo che vennero poi uccisi su ordine di Totò Riina per tale diniego.

Per tale periodo, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria italiana richiese poi ai due magistrati un rimborso spese e un indennizzo per il soggiorno trascorso. In particolare, in due interviste rilasciate il 20 luglio 1988 ai giornalisti Attilio Bolzoni de La Repubblica e a Saverio Lodato de L’Unità, riferendosi al CSM, dichiarò tra l’altro espressamente: «Si doveva nominare Falcone per garantire la continuità all’Ufficio», «hanno disfatto il pool antimafia», «hanno tolto a Falcone le grandi inchieste», «la squadra mobile non esiste più», «stiamo tornando indietro, come 10 o 20 anni fa». Il 29 luglio 1983 Chinnici rimase ucciso nell’esplosione di un’autobomba insieme a due agenti di scorta e al portiere del suo condominio. A rivelarlo fu il collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara, mafioso di Castelvetrano il quale affermava che il suo capo Antonio Vaccarino (ex sindaco democristiano del paese) gli avrebbe detto di tenersi pronto per l’esecuzione, che si sarebbe dovuta effettuare mediante un fucile di precisione o con un’autobomba. Domani c’è il rischio che il fratello Antonio gli giochi il più bizzarro degli scherzi, perché un’altra sconfitta potrebbe davvero costar cara a Emanuele, tecnico della formazione bresciana, fragile capolista del girone.